bosco

24 maggio 2024

“In un mondo vecchio come il nostro, la notizia che nella fontana ci fossero dei pesci coi piedi fece presto il giro.”

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Il bosco è il margine della vita umana, il confine oltre il quale l’urbano sfuma nelle forme più inattese. Ma il bosco è anche vivere comune, orizzonte in cui singolo e plurimo si mescolano fino all’indistinguibile.
Qui si aggirano ragazzi dorati, suore mattonaie e duellanti con le spade di gomma, pesci coi piedi, piccioni e draghi, robot poetanti e mezzi spiriti: fantasmi venuti dal bosco per narrare la crudele fragilità del reale.

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RASSEGNA STAMPA

 

L’Appeso segnala bosco tra i nuovi arrivi in libreria nel Sessantaseiesimo bollettino settimanale di letteratura, arti e cultura.

 

poetarum silva pubblica ragazzo dorato, un racconto tratto da bosco, con un’introduzione di giulia bocchio. leggilo qui.
“… i racconti che compaiono all’interno della raccolta (…) sono inclassificabili, acutamente assurdi, indigesti e quindi magnetici.”

 

claudia putzu intervista antonio vangone a proposito di bosco per degrado rivista. leggi l’intervista qui.
“ogni giorno vengono pubblicate dozzine di libri che discutono questa o quella problematica sociale, e alcuni lo fanno benissimo; tuttavia la maggior parte di queste opere dichiara le sue problematiche in modo talmente assertivo da poter raggiungere solo chi è già convinto della necessità sociale della loro fruizione. il vivere immersi nelle casse di risonanza create su misura per noi dagli algoritmi rende le nostre coscienze inscalfibili.
in bosco ho cercato di condurre chi legge in questi angoli bui senza avvisi e cerimonie, lasciando la libertà di individuare o meno le sofferenze come tali.”

 

su crunched, maria teresa renzi-sepe recensisce bosco. leggi l’articolo qui.
“Antonio Vangone ci fa entrare nei microcosmi delle vite con il macrocosmo del linguaggio. Il tutto in neppure cento pagine – il che ha del godurioso.”

 

cattedrale pubblica guardare il sole, un racconto estratto da bosco. leggilo qui.
“In un mondo vecchio come il nostro, la notizia che nella fontana ci fossero dei pesci coi piedi fece presto il giro. La fontana è lì da sempre, bassa e obliqua, vuota o piena a seconda di chi dovrebbe ricordarsene, grigia, stesa all’angolo di una piazza altrettanto grigia popolata da cani senza guinzaglio e lettori di quotidiani, eclissata dalla brutta statua del limite ignoto e dalla strana sfera che dovrebbe rappresentare la Pace, circondata di manifesti gualciti, necrologi avvisi pubblici nuove aperture.”

 

su radioquestasera, gianluca garrapa intervista antonio vangone su bosco. puntata del 19 maggio 2024. ascolta il podcas qui.

 

l’indiependente ospita condominio “parco dei pini”, un racconto da bosco. leggilo qui.
“Rincasando una notte tarda di compagnia divertimenti piaceri, infilata la chiave piatta nel portoncino piano per non fare rumore, passerai di fronte al gabbiotto di vetro e legno scuro e vedrai il portiere dormire accasciato sulla sua sedia ergonomica, dorme mentre ti saluta e ti presenta un pacco arrivato nel primo pomeriggio…”

 

❑ su satisfiction, pierangelo consoli recensisce bosco. leggi l’articolo qui.
… Vangone è uno scrittore di forma, più che di contenuti. Il suo obiettivo è la lingua, la manipolazione del linguaggio, lo studio dei limiti dell’espressione.”

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